La conquista del nuovo mondo

31.05.2014 20:57

LA CONQUISTA DEL NUOVO MONDO 

Nella seconda metà del Quattrocento  si getteranno le basi di quell’espansione  della civiltà occidentale che portò nei secoli successivi a un’ unificazione del mondo. Le ragioni del dinamismo europeo vanno cercate non tanto in una causa effettiva piuttosto in una molteplicità di fattori complementari. Innanzitutto, la società artistico rinascimentale aveva  iniziato a guardare il mondo in un modo nuovo e spregiudicato, si sentiva l’esigenza di una conoscenza completa del globo terrestre che andasse oltre ai miti. La nascita della cartografia moderna che si deve a Paolo Toscanelli il quale costrui il primo planisfero moderno, rielaborando la geografia di Tolomeo, dimostrava che era possibile raggiungere le Indie attraverso l’Atlantico. Gli importanti progressi tecnici nella navigazione resero possibili viaggi di esplorazione per mare, tra questi i miglioramenti dell’ utilizzo delle carte nautiche e della bussola. Le motivazioni economiche diedero l’impulso decisivo alle esplorazioni, il commercio con l’oriente monopolizzato dai veneziani era fruttuoso, a dopo la presa di Costantinopoli da parte dei turchi la via terrestre per le Indie era diventata pericolosa , furono le potenze atlantiche emergenti (Portogallo,Spagna) a intravedere le possibilità di una rotta alternativa che gli consente di diventare potenze commerciali. Il ruolo decisivo del Portogallo  si deve alla tradizione marinara del Paese, e all’alleanza tra ceti mercantili e monarchia. Nella prima metà del quattrocento i navigatori avevano raggiunto l’Azzorre e le Canarie importanti basi per la navigazione atlantica, la principale direzione dell’esplorazioni riguardava il continente africano . Quando i Portoghesi raggiunsero come metà Senegal stabilirono basi commerciali nel Paese e stabilirono le basi per quella tratta di schiavi che nel secolo successivo porterà una grandissima ricchezza. Vasco da Gama compì l’intera circumnavigazione  dell’Africa. In seguito all’impresa di Colombo si spinsero anche in America, e nel 1519 Ferdinando Magellano riuscì a compiere la circumnavigazione del globo. Nel 1492 i sovrani di Spagna Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia compirono il processo di Reconquista occupando Granada l’ultimo dei territori mussulmani. L’aspirazione a un’espansione marittima e il fatto di trovare le rotte africane già occupate li convinsero ad accettare la proposta fatta dal navigatore genovese Cristoforo Colombo che tramite le carte di Toscanelli riteneva di poter raggiungere le Indie navigando l’Atlantico verso l’ovest, la sua certezza era basata su un errore di calcolo in quanto valutava la circonferenza terrestre minore di quanto sia realmente. I sovrani spagnoli finanziarono la spedizione, colombo partito con tre caravelle la Nina,la Pinta, e la Santa Maria sbarcò il 12/10/1492 in America convinto di trovarsi in Giappone. Nonostante ripete queste sue spedizioni non capi di essere sbarcato in un nuovo continente, sosteneva di essere sbarcato nelle Indie orientali una sorta di paradiso terrestre argomentando la sua tesi tramite testi biblici. Caduto  in disgrazia alla morte della regina nonostante il successo delle sue spedizioni   , isolato e senza mezzi muore il 20/5/1506. La consapevolezza della scoperta di Colombo l’avrà Amerigo Vespucci, che raggiunse il continente americano verso il 1500, la renderà nota a tutti tramite un testo in latino Il Nuovo Mondo, per questo motivo il continente fu battezzato con il suo nome. Nonostante ciò l’impresa di Colombo aveva portato significative conseguenze: nel 1494 Spagna e Portogallo firmarono il trattato di Tordessilas, che  sanciva la spartizione dell’Atlantico in due sfere,Il meridiano situato a 370 miglia ad ovest dalle isole di capo verde costituiva la parte del Portogallo verso est invece quelle della Spagna. I viaggi di esplorazione portavano grandi profitti e diventarono un vero affare internazionale, ci fu la cosiddetta febbre dell’ ora ovvero imprese azzardate fatte da persone in situazioni di indigenza con il pensiero che avrebbero trovato ricchezza nel nuovo continente, il mito di Eldorado narrava appunto di una città tutta d’oro.  Gli abitanti dell’America erano giunti dall’Asia 30- 40 000 anni prima di Cristo tramite lo stretto di Bering , che collegava i due continenti con una spessa lastra di ghiaccio scomparsa nell’ultima glaciazione. Queste popolazioni erano civilizzate. I Maya avevano un sistema politico formato da città stato autonome, c’era una sorte di ierocrazia in quanto il sacerdote aveva la funzione di capo politico. La religione solare era assai complessa, questo popolo aveva nozioni astronomiche enormi, il calcolo del tempo aveva una funzione rituale più che pratica, credevano che  la storia cosmica fosse divisa in cicli di venti anni per la durata totale di 64 milioni di anni. Gli Aztechi avevano una monarchia centralizzata con capitale Tenochtitlan, gli spagnoli quando arrivarono usarono a loro vantaggio l’insoddisfazione dei popoli sottomessi. Questo popolo conosceva la ruota , e si basava soprattutto su un agricoltura intensiva, praticavano i sacrifici umani per calmare l’ira degli dei. L’incredibile annientamento dell’impero è collegato ad una loro credenza religiosa. Gli Aztechi si aspettavano in quei tempi l’arrivo del Dio Quetzalcoat che se ne era andato promettendo di tornare disgustato dall’incoscienza degli uomini, questo coincise con lo sbarcò Cortés che creo un equivoco a vantaggio degli spagnoli. Gli spagnoli coalizzarono le arie di questi popoli rapidamente per: - la loro superiorità militare (utilizzo delle armi da fuoco), -la fragilità politica (i popoli sottomessi all’impero centrale non erano soddisfatti),- le credenze religiose, -la straordinaria determinazione degli europei in quanto vincendo facilmente le prime battaglie acquisirono molta autostima. Sin dall’inizio i conquistadores ebbero problemi  per il controllo politico di questi imperi , l’autorità del re di Spagna fu ribadita tramite la nomina dei funzionari che  crearono un Consiglio delle insidie  per sovrintendere il governo dei territori oltreoceano. Per lo sfruttamento agricolo venne istituito il sistema degli encomiendas, i quali sfruttavano il lavoro non pagato degli indios. Tutto questo portò a vere e proprie stragi di queste popolazioni,  perdite di migliaia di persone dovute a stanchezza o epidemie. Furono le denunce dei Francescani a proposito delle atrocità commesse dagli spagnoli a produrre il primo tentativo di organizzare legalmente la conquista e limitare lo sfruttamento degli Indios. L’impero portoghese era organizzato in modo completamente diverso, il Portogallo era un piccolo paese è punto su una serie di scali commerciali, che consentì ai Portoghesi di monopolizzare il commercio con l’Oriente. Il porto di Lisbona sostituì quello di Venezia, aumentò il commercio degli schiavi.  Il contatto con le cività del nuovo mondo fece nascere in Europa una crisi culturale, anche se i conquistadores non mettevano in dubbio la superiorità della civiltà cristiana non sapevano come giustificare le loro imprese. Si aprì un ampio dibattito fra chi sosteneva che queste tribù erano selvagge e con altri metodi non  sarebbe riuscito possibile governarle (addirittura li paragonava a degli homunculi) come Sepulveda e chi invece esaltava la bontà degli indigeni come Las Casas.